Break a leg!

Quando tecnica e arte vanno a braccetto, nel mondo dello spettacolo come nella traduzione

break a leg traduzione italiana merda

Il mondo dello spettacolo, è risaputo, pullula di superstizioni e scaramanzie. Dall’impronunciabile Macbeth, che sulla bocca dei professionisti dell’intrattenimento diventa un più generico “Dramma Scozzese”, ai colori proibiti, passando per le svariate formule augurali, ogni nazione si porta dietro la sua tradizione di vezzi e rituali anti iella.
Nel mondo anglosassone, prima di calcare le tavole del palcoscenico, è uso farsi uno strano augurio: break a leg, letteralmente “rompiti una gamba”.

L’origine di questo idioma è piuttosto incerta e molte teorie sono state formulate. Stando a quanto riporta phrases.org, a margine delle teorie più fantasiose e affascinanti, ce ne sarebbero due particolarmente convincenti che avrebbero a che fare con la particolare estensione semantica del verbo break. Questo verbo può avere infatti innumerevoli significati che, nella maggior parte dei casi, in un modo o nell’altro fanno riferimento a una torsione, una deviazione rispetto a una linea retta. Per fare un esempio, questo è il significato assunto dal nome del lancio off break, in cui il giocatore dà un effetto particolare alla palla, che poco prima di arrivare al ricevitore cambierà la sua direzione. In questo senso, break a leg potrebbe far riferimento al piegamento della gamba inteso come inchino di fronte al pubblico che acclama oppure, andando un po’ indietro nel tempo, per raccogliere le monete lanciate sul palco in segno di grande apprezzamento da parte del pubblico (usanza oggi in disuso).
O ancora l’espressione potrebbe significare semplicemente qualcosa di simile a “dare il massimo”. Ci sono molte testimonianze che usano break a leg nel senso di impegnarsi al massimo per ottenere qualcosa, riscontrabili soprattutto su giornali americani degli anni ’30 e ’40.

Ad ogni modo, quale che sia l’origine esatta, siamo di fronte a ciò che in teoria della traduzione viene definito realia (ne trovi una breve spiegazione qui). In questo caso, proprio in virtù del fatto che le superstizioni teatrali, pur con le proprie peculiarità e declinazioni, sono cosa piuttosto comune in tutto il mondo, la sua traduzione è piuttosto semplice. Troviamo infatti un corrispettivo italiano immediato, anzi ben due.
Partendo dal presupposto per cui augurare buona fortuna a chi sta per salire su un palcoscenico è assolutamente vietato, una traduzione efficace (ma considerata in realtà piuttosto inutile da un artista) è il classico e innocuo in bocca al lupo.
Un’altra traduzione, ben più calzante e condivisa da tutte le lingue romanze con la stessa funzione, è merda (mierda/mucha mierda in spagnolo, merde in francese), possibilmente ripetuto per tre volte. Questo strano augurio pare trarre origine dai tempi in cui si andava a teatro in carrozza e quindi la quantità di escrementi lasciati dai cavalli era proporzionale alla quantità di pubblico accorso.
Detto una sola volta o ripetuto più volte, merda è anche l’augurio più apprezzato da un artista in procinto di esibirsi.
Un caso non troppo raro in cui tecnica e arte vanno a braccetto, come la traduzione in sé.

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