Montar un pollo – Un tutorial per litigare ante litteram

Montar un pollo

Un tutorial per litigare ante litteram

montar un pollo - attaccare briga realia spagnolo italiano

Nell’epoca in cui ci troviamo, qualsiasi cosa può essere costruita dal nulla, montata e smontata, grazie all’Ikea e ai mille tutorial di YouTube. Gli spagnoli hanno quindi deciso che si poteva anche montar un pollo, per quanto strano possa sembrare.

L’espressione con cui lavoreremo oggi è quindi di origine spagnola ed è un realia. Si tratta di parole o gruppi di parole che indicano oggetti, luoghi o riferimenti culturali appartenenti solo a una determinata lingua e realtà. Una scommessa per qualsiasi traduttore che applicherà numerose tecniche per renderne la traduzione più immediata possibile.

Pare che originariamente, prima di essere tramandata nei secoli come una frase che parlava di maltrattamenti ai danni dei poveri pennuti, l’espressione fosse “montar un poyo”.
Derivata dal latino podium, nel secolo XIX si usava per definire “un banco su cui si poteva salire per parlare al pubblico e argomentare su qualsiasi questione” (inspagnolo.it). Il banco si posizionava vicino alle porte delle case dei villaggi: da lì gli oratori pronunciavano i loro discorsi che potevano terminare in discussioni o litigi.

Il fatto che in spagnolo le due parole “pollo” e “poyo” si pronuncino alla stessa maniera ha contribuito alla diffusione di questa buffa espressione.

Per quanto riguarda la resa in italiano, anche la nostra lingua è ricca di espressioni figurate o fisse che ci trasportano in altre epoche. Una di queste è attaccare briga, che significa “venire a questione, a lite; andare in cerca di liti” (Treccani). Pare che l’etimologia sia incerta e che addirittura si possa ricondurre a un’ipotetica voce celtica “briga” che significa “forza” (unaparolaalgiorno.it).
Quindi da forza e vigore si è passati a molestia, difficoltà o controversia. Parole che, di fatto, potrebbero anche ritenersi come declinazioni della forza e del suo movimento.

La nascita di questa locuzione ha dato anche origine a molti altri termini con referenti completamente diversi, come per esempio “brigare”, “brigante” o “brigata”.
“Attaccare briga”, quindi, si può relazionare con la voglia di fare a pugni di un automobilista arrabbiato ma anche con una scaramuccia con il vicino di casa.

Nonostante la traduzione italiana perda il riferimento con un certo tipo di vita rurale, entrambi i popoli sembrano cavarsela abbastanza bene in materia di litigate.
Anche a giudicare dal manuale di istruzioni di questo povero pollo.

Francesca Romana Carloni

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