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c'est blanc bonnet et bonnet blanc

C’est blanc bonnet et bonnet blanc

Dillo come ti pare, ma quel berretto è bianco!

La saggezza popolare francese insegna: le parole non sono tutto, (ma solo) a volte

c'est blanc bonnet et bonnet blanc

Che differenza c’è tra un berretto bianco e un bianco berretto? Beh, un amante delle lingue faticherà (e tanto) a rispondere “nessuna”. Molto più probabilmente, partirà in quarta con una filippica sulle figure retoriche, il valore dell’anteposizione aggettivale e una storia della letteratura dal Duecento in poi. Questo non perché voglia male al malcapitato interlocutore, ma perché conosce bene l’importanza delle parole e sa che ogni scelta linguistica è motivata. Tuttavia, non è sempre così: a volte c’è semplicemente bisogno di usare un po’ di concretezza e non farsi portare fuori strada dalle sottigliezze.

Il proverbio francese di cui parliamo oggi è proprio un’esortazione a guardare la sostanza delle cose. Si tratta dell’espressione “c’est blanc bonnet et bonnet blanc”, che se volessimo tradurre letteralmente in italiano sarebbe appunto “è bianco berretto e berretto bianco”. Si tratta di nuovo di un caso di realia, cioè di un’espressione culturalmente e storicamente connotata, croce e delizia dei traduttori.

Le sue origini ci fanno tornare al XVIII secolo: come spiega Expressio, a quei tempi il colore del berretto identificava una determinata professione.La locuzione prende un po’ in giro quelle ampollosità linguistichemotivate dalla necessità di dare una falsa rappresentazione della realtà. Come a significare: dillo come ti pare, ma quel berretto è bianco. La vittoria della sostanza sulla forma, insomma.

Durante il secondo turno delle elezioni presidenziali del 1969, l’intervento del candidato comunista Jacques Duclos diede ulteriore popolarità a questo realia. In riferimento a Georges Pompidou (Unione dei Democratici per la Repubblica) e Alain Poher (Centro Democratico), Duclos disse proprio “C’est bonnet blanc et blanc bonnet” (Wiktionary). Come vediamo, l’espressione viene usata per stabilire un’uguaglianza, sia essa universale o soggettiva.

E cosa succede se varchiamo le Alpi e proviamo a dire la stessa cosa? Sappiamo che bisogna stare alla larga dalle traduzioni letterali, e se non ci credete provate a parlare di berretti bianchi in Italia: probabilmente vi prenderanno per matti. Tuttavia, la nostra lingua ha un’equivalente: lo troviamo in uno dei campi semantici più cari alla nostra cultura, quello del cibo. Per dire che due cose non sono poi così diverse, si usa “se non è zuppa, è pan bagnato”. Se la zuppa è diventata col tempo un piatto elaborato e persino ricercato, il termine deriva dal gotico “suppa” e significa “fetta di pane bagnato” (Ezrome).
Di nuovo una precisazione linguistica: anche se spesso si dà una forma più accattivante alle cose, è solo un modo di aggirare la realtà.

Le voilà, abbiamo trovato il nostro traducente ed il gioco è fatto: il significato è salvo.

Elena Tonna