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media naranja anima gemella realia spagnolo italiano

Media naranja

All you need is love: il mito della media naranja

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Ormai, anche a causa dei social network, della televisione e delle semplici chiacchiere da bar, siamo sempre più ossessionati dal concetto di perfezione. E questo si riflette soprattutto nelle relazioni amorose. Infatti tutto quello che ci circonda, e quindi anche l’amore, deve essere calcolato e curato nei minimi dettagli, come le foto di Instagram.  In caso contrario c’è sempre il pulsante indietro che ci rimanda alla casella dell’inizio. Come un infinito gioco dell’oca.

A questo proposito, gli spagnoli hanno un realia che calza a pennello: l’espressione in questione è media naranja, la cui traduzione letterale potrebbe essere “mezza arancia”.

Ma cosa c’entrano le arance con la ricerca del partner e dell’amore perfetto?

In primo luogo i realia sono espressioni fisse stratificate nel tempo che rimandano a usanze, costumi e storia della lingua di appartenenza. In questo caso lo spagnolo, lingua sempre molto ricca e creativa, rimanda alla mitologia greca.

Come afferma un articolo del Correo, l’etimologia rimanda al Simposio di Platone, opera scritta circa nel 350 a.C., che parla della ricerca dell’amore.

Si narra che in principio la razza umana fosse quasi perfetta. Tutti gli uomini avevano forma sferica: due visi posti ai lati opposti della stessa testa, quattro gambe, quattro braccia e due organi sessuali. Questi esseri, rotondi come le arance, potevano essere di tre classi diverse: uno, composto da due uomini, l’altro da due donne e l’ultimo da un uomo e una donna.

Purtroppo si credevano superiori agli dei e furono presto puniti per la loro vanità e superbia. Decisero, infatti, di scalare il cielo e di combattere i “veri” dei. Zeus, furioso di fronte a quell’affronto, li divise a metà, condannandoli alla perenne ricerca della metà perduta. La famosa media naranja.

Ogni parte si sentiva lacerata dalla mancanza del tassello mancante, che l’avrebbe completata alla perfezione, ritornando allo stato di beatitudine iniziale. Infatti, secondo il mito greco, la condanna degli esseri umani era quella di vagare incessantemente alla ricerca del vero amore, l’unico in grado di fondere di nuovo due corpi in uno solo. Qualora si fossero ritrovati, il desiderio di abbracciarsi per recuperare l’unità perduta, li avrebbe condotti però alla fame e all’inazione, non volendo staccarsi più (HuffingtonPost).

 

Da qui si può notare come questo mito abbia preso una piega romantica fino ad arrivare ai giorni nostri ed essere il sinonimo spagnolo di anima gemella. Questa traduzione ovviamente non possiede l’aura tragica del mito greco, ma almeno ci libera da un pesante fardello. Quello di dover trovare a tutti i costi una sola e unica anima con cui essere felici per sempre e di considerarci incompleti in caso non la trovassimo. Un’ansia mica da poco!

Francesca Romana Carloni